Xin Chao è la forma che si utilizza in Vietnam per salutare qualcuno. Sono state le ultime parole che pronunciai prima di salire sul volo Aeroflot che mi riportò a casa via Mosca nel lontano 2016.

Ok, il Vietnam non è proprio una delle mete più turistiche del pianeta ma sta crescendo rapidamente grazie all’immenso patrimonio artistico, culturale e naturalistico che questa piccola nazione possiede.

È poco più grande dell’Italia e, infatti, si lascia esplorare senza grosse difficoltà esattamente come il Belpaese. Da nord a sud si può girare con bus, treni, aereo o – per gli spiriti liberi – in moto.

Il Vietnam è stata la prima nazione extra UE che ho avuto modo di visitare quindi – ti avviso – preparati ad una buona dose di sentimentalismi e giudizi dettati dal cuore: prima, però, metti le cuffie e seguimi in questo viaggio musicale che ho preparato per te.

La prima cosa che colpisce del Vietnam è sicuramente l’odore. Come dice spesso la mia amica Annalisa (viaggiatrice seriale e colei che – con Alessandra – mi propose il viaggio in Vietnam), quando arrivi ad Hanoi o a Ho Chi Min senti, forte ed immediato, il tipico profumo dell’Oriente. Ma non è l’odore che senti a Bangkok o a Denpasar, è un misto di carta di riso e pop corn. È un’essenza unica che ti accoglie e ti dice “Benvenuto a casa”.

Hanoi non è una città famosa. Non è una di quelle capitali che ti concede il tempo di ambientarti, di abituarti al caldo umido che ti fa sudare ogni due passi. È una città millenaria ma troverai ben poco della sua storia ad aspettarti tra le strade. Ben presto farai i conti con una vera e propria metropoli che nel 2010 contava sette milioni di abitanti di cui tre ammassati nel piccolo centro storico.

Trasporti ad Hanoi

Centro di Hanoi, Vietnam
Photo by Josh Stewart on Unsplash

Come si circola nel centro storico? È semplice, la quasi totalità della popolazione viaggia a bordo degli scooter. Nella capitale ce ne sono cinque milioni e non esagero quando paragono il traffico di Hanoi al carosello di macchine e motorini che abbiamo visto in Italia, a memoria mia, solo dopo la vittoria dei mondiali di calcio del 2006. Non ci sono altri modi per definire il caos che regna sovrano in quei 3 km2 che compongono il la Old Town di Hanoi.

L’aeroporto è collegato molto bene con il centro città ma fai attenzione ai tassisti che cercheranno di accompagnarti a tutti i costi in hotel: chiedi SEMPRE di utilizzare il tassametro (meter, in inglese) e se dovessero casualmente comunicarti che il tuo hotel è chiuso o non esiste più, insisti per raggiungere il tuo alloggio. La struttura, con buona probabilità, non è chiusa ma i furbetti si prendono gioco dei turisti portandoli in alberghi convenzionati che, solitamente, sono di bassa qualità.

Per evitarti rotture di scatole di qualsiasi tipo e contrattazioni che non faresti neanche per portare Cristiano Ronaldo alla Rondinelle, ti consiglio di prenotare il tuo transfer qualche giorno prima di partire cliccando qui.

La Moneta

Preparati anche a lottare con la moneta: il dong è una tra le valute più svalutate e tassisti/autisti dei risciò faranno di tutto per spillarti più del necessario. Per intenderci: avevamo concordato con un autista la cifra di 50K (circa 2€) dong per portarci in giro per circa un’ora a bordo del suo tre ruote. Complice la poca praticità con la moneta locale, inavvertitamente, abbiamo pagato 500K dong (20€) sollecitati dalle pressioni del nostro simpatico autista. Take care.

Il centro storico di Hanoi è una zona magica, con una struttura particolare: è organizzato per vie. Fin qui tutto nella norma, starai pensando. Invece no, perché le vie sono “settoriali”: c’è la via del tessuto, la vita del metallo, etc.

Dimenticati tutto ciò che sai sulla civiltà: nella capitale vietnamita vedrai locals seduti su sgabellini di plastica intenti a consumare la cena a base di zuppe e carne, la stessa carne che qualche ora prima è stata tagliata sul marciapiedi, tra un passante e l’altro.

Ciononostante, le condizioni igienico sanitarie del Vietnam sono buone: non correrai alcun rischio bevendo ghiaccio o lavandoti i denti con l’acqua corrente. In quattordici giorni nessuno tra noi ha avuto alcun problema gastrointestinale.
Ad Hanoi vedrai oltre al già citato caos, una città che a tratti ricorda le magiche inquadrature di Oliver Stone o Stanley Kubrick. Approfittane: se hai intenzione di partire per il Vietnam concediti qualche serata a base di Platoon e Full Metal Jacket.

Mausoleo di Ho Chi Minh

Il Mausoleo di Ho Chi Minh, attrazione imperdibile della capitale del Vietnam, Hanoi.
Mausoleo di Ho Chi Minh – Hanoi, Foto di Annalisa Morgese

Non potrai perderti nemmeno il Mausoleo di Ho Chi Minh. L’esperienza riassume perfettamente gli anni del regime comunista (che da queste parti non è mai andato via definitivamente). Il corpo imbalsamato dello statista più famoso della storia vietnamita, morto nel 1969, è conservato nel mausoleo contro la sua volontà: Ho Chi Minh, infatti, espresse il desiderio di essere cremato ma il largo consenso popolare impedì al partito comunista di seguire le volontà post mortem del politico. Curiosità: la salma subì un procedimento di imbalsamazione simile a quello utilizzato per Lenin e, ad occuparsene, fu la stessa équipe sovietica di medici e di tecnici. Il filo diretto con la Russia è oggi più vivo che mai: il corpo imbalsamato dello statista, ogni anno, si sposta a Mosca per un paio di mesi per sottoporsi alla “manutenzione”.

Tempio della Letteratura

Tempio della Letteratura, Hanoi - Vietnam
Tempio della Letteratura – Hanoi, Foto di Annalisa Morgese

Hanoi saprà incatenarti a sé grazie al magnifico Tempio della Letteratura, la prima vera università del Vietnam, risalente al 1076. La prima università del mondo occidentale è l’Università di Bologna, fondata nel 1088: il Vietnam, quindi, è stato davvero un passo avanti a tante nazioni nel corso dei primi secoli dello scorso millennio.

Anche nel caso del Tempio della Letteratura c’è un bel aneddoto da raccontare: fu edificato nel 1070 come omaggio dell’Imperatore a Confucio. Non a caso infatti, all’interno del padiglione principale del Tempio, è custodita una statua del famoso pensatore cinese circondato da quattro dei suoi migliori allievi. Non perdere la possibilità di fare il pieno di fortuna accarezzando le due gru posizionate su altrettante testuggini poste ai lati della statua di Confucio.

Tra Quoc Pagoda

Tran Quoc Pagoda, la più antica di Hanoi.
Tran Quoc Pagoda – Hanoi, Foto di Annalisa Morgese

Sul versante nord della città, invece, non puoi assolutamente fare a meno di vedere la Tran Quoc Pagoda, la più antica di Hanoi. Chiudi gli occhi, stai camminando su un pezzo di storia: la Pagoda fu costruita nel VI sec. d.C. Hai capito bene, una parte del complesso che stai per visitare ha più di 1450 anni. Respira piano e prenditi il tuo tempo: questo posto incantato deve essere visitato con calma, senza correre. Pensa che nel complesso troverai anche l’albero Bodhi: fu tagliato dall’albero originale (il più importante del Buddhismo) sito a Bodh Gaya, in India, sotto il quale il Buddha raggiunse l’illuminazione. Non dimenticare mai che questo è un sito sacro, pieno di misticismo: è importante rispettare le tradizioni e i rituali vietnamiti.

Pagoda dei Profumi

Pagoda dei Profumi a 60 km da Hanoi, Xin Chao Vietnam
Interno della Pagoda dei Profumi – Vietnam, Foto di Annalisa Morgese

Se dovessi chiedermi “Cosa non posso assolutamente perdermi ad Hanoi?” ti risponderei senza indugio “la Pagoda dei Profumi”. Non è propriamente ad Hanoi, dovrai ripiegare su un transfer o un taxi per arrivarci: dista 60 km dalla capitale, in circa un’ora dovresti giungere a destinazione. È sicuramente più economico prenotare in loco l’attività ma se preferisci prenotare tutto dall’Italia ti lascio qui il link.

Non aspettarti profumi particolari: il nome è fuorviante. Una antica leggenda narra che il sito fu scoperto più di 2000 anni fa da un monaco buddhista.

Ti assicuro che lo spettacolo a cui assisterai ti lascerà senza fiato. Quando scenderai i gradini avvolto nel tuo sarong – questo è il nome balinese, purtroppo ho dimenticato il nome vietnamita… un buon motivo per tornare in Vietnam – farai appena in tempo a trattenere l’emozione.

La sensazione che ho avuto appena entrato nella “Bocca del Drago” – questo il nome dell’entrata in una grotta fantastica – è stato di estasi mistica.

Hồ Hoàn Kiếm

Huc, il ponte di collegamento tra la terraferma e il Tempio della Montagna di Giada ad Hanoi. Xin Chao Vietnam
Hồ Hoàn Kiếm – Hanoi, Foto di Annalisa Morgese

Un viaggio ad Hanoi non può dirsi completo senza una visita al Hồ Hoàn Kiếm, il Lago della Spada Restituita, posto proprio a confine della zona vecchia della città. Come sempre c’è una leggenda che rende tutto molto figo: si narra che l’Imperatore Le Loi ricevette da un dio locale, il Re Drago (Long Vương), una spada che gli consentì di sconfiggere l’Impero Cinese guidato dall’Imperatore Ming. All’inizio del 1428, però, successe l’inimmaginabile (non a caso era un anno bisestile!): mentre navigava lungo le verdi acque del lago Hồ Hoàn Kiếm, Le Loi incontrò Kim Qui, un dio tartaruga. La divinità reclamò la sua spada e Le Loi non poté far altro che restituirgliela. A memoria di questo avvenimento fu costruita, al centro del lago, la Torre della Tartaruga.

Non perdere l’occasione di visitare il Tempio della Montagna di Giada, posizionato all’interno del lago e collegato alla terraferma da Huc, un ponte rosso vermiglio. È incredibile quanto Huc assomigli a Shinkyo, il sacro ponte giapponese che tutti i fedeli attraversano a Nikko, in Giappone.

Come puoi vedere, un viaggio in Vietnam non può che iniziare da Hanoi: mix perfetto di tradizione e misticismo. Spero vivamente che ti provochi le stesse emozioni che ha suscitato in me, così anche tu, prima di risalire sul volo per tornare a casa, potrai pronunciare l’arrivederci più nostalgico di sempre: Xin Chao Vietnam.

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