Berlino è una galleria a cielo aperto…diventata punto di riferimento per l’arte di strada in tutta Europa, tanto da essere ribattezzata come “La Mecca della Street Art”.

Street art Berlino
Street art Berlino

Le facciate degli edifici di Berlino sono divenute, negli anni, le tele ideali per artisti provenienti da tutto il mondo che hanno regalato alla città capolavori di street art di grande pregio. 

II disegni – graffiti, messaggi ed esclamazioni di libertà – dapprima sono apparsi sulle lastre del muro a partire dagli anni Settanta. Dopo la caduta nel 1989 gli street artist hanno invaso la capitale: artisti provenienti da tutto il mondo, ancora oggi, decorano la città con colori vivaci, messaggi e slogan politici. La loro arte è presente ovunque, all’angolo di una strada, sulla facciata di un edificio, in un cortile interno o all’ingresso di una stazione della metropolitana. Le opere emergono spesso in modo spettacolare e improvvisato. Passeggiamo, ci meravigliamo di quadri, collage, stencil, graffiti, affreschi giganteschi.

Ma le opere d’arte urbana non sono eterne… La Street Art è davvero un’arte estemporanea e, per questo, estremamente affascinante: le opere si evolvono, scompaiono e poi riappaiono in un’altra forma o, magari, in altri luoghi!

Da Mitte a Friedrichshain passando per Kreuzberg, i murales occupano le pareti lasciate scoperte dai bombardamenti e ancora i muri e le saracinesche a portata di spray o pennello.

1. Street Art a Kreuzberg

Tra tutte le zone, quella più permeata di opere di rilievo è senza dubbio Kreuzberg, vivace quartiere di Berlino con una eccellente vita notturna, bar e discoteche alla moda che rimangono aperti fino alle prime ore del mattino.

Studenti, artisti, una grande comunità turca qui convivono con graffiti, installazioni e murales di ogni dimensione: c’è davvero di tutto ed è quasi impossibile riuscire a vedere ogni singola opera.

Tra i più famosi murales di Kreuzberg c’è sicuramente l’Astronauta di Victor Ash, su Skalitzer Straße, all’angolo con Mariannen Strasse.

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A soli 250 metri, proseguendo su Skalitzer Straße, vi imbatterete nelle opere dell’artista belga Roa, noto per i suoi murales di enormi animali nella giungla urbana.

Rappresentati con precisione biologica, riposano vivi o morti, a volte anche in decomposizione, sui muri di tutto il mondo.

Nella sua “Natura Morta” l’artista riflette la vita e, insieme, la morte, unica cosa certa in essa. Forse è questo il motivo per cui i suoi murales non risultano spaventosi o morbosi, ma trasmettono un’atmosfera pacifica e naturale.

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Percorrendo Wiener Straße, al civico 43 potrete ammirare una delle opere più famose di ELLE, artista che in occasione del Berlin Mural Festival del 2018 ha dipinto un edificio di 5 piani, lungo il famoso parco Gorlitzer.

Sebbene ELLE abbia iniziato come artista di graffiti illegali a New York, ora è considerata una delle migliori Street Artist in tournée.

Crea storie raccogliendo immagini disparate: donne potenti, flora e fauna, dipinti classici giustapposti con la cultura pop e immagini di alta moda: quella che vedete sotto è “Berlina“.

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Non dovrete fare troppa strada prima di assistere alla grandiosità dell’opera di Various & Gould, “FaceTime

Gli artisti hanno immortalato per la prima volta il loro caratteristico stile (serigrafia e collage) su dimensioni così grandi. La facciata di 350 m² è in collaborazione con gli architetti roedig. schop e si trova al confine tra Mitte e Kreuzberg, in Heinrich-Heine-Str. 36

Various & Gould non creano ritratti in senso classico, ma piuttosto collage di teste. Alla ricerca di individui che nella realtà non esistono, il duo di artisti assembla le singole parti del viso per formare nuove persone. Solo a una seconda occhiata i singoli elementi possono essere trovati e gradualmente diventano visibili.

Con le loro identità patchwork dadaiste, il duo sovverte gli ideali comuni di bellezza e celebra la diversità umana.

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A 650 metri dal capolavoro di Various & Gould, sempre su Heinrich-Heine-Str., rimarrete a bocca aperta nell’osservare una delle fatiche di Andres Von Chrzanowski (aka Case Maclaim), artista tedesco di Francoforte noto a livello internazionale per la sua sorprendente tecnica di fotorealismo, perfettamente sintetizzata nel “Unter Der Hand“.

Il fulcro del suo lavoro è il movimento, che si basa sulla comunicazione di un messaggio specifico attraverso l’universalità delle mani.

Il “movimento” sovrapposto non è solo il movimento del corpo fisico ma il movimento politico, lasciato alla libera interpretazione dello spettatore che lo osserva.

….Dopotutto, un gesto può dire più di mille parole!

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Uccelli variopinti che escono dal volto incappucciato di un ragazzo, volendo rappresentare il binomio civiltà/natura con un forte accenno alla maggiore libertà che la seconda ci offre.

Questo è lo spirito di “Birds“, il murales di Don John si trova di fronte a quello del celebre artista Shepard Fairey, “Make Art Not War“: entrambi fanno parte del progetto Urban Nation, che punta a riportare vita e colore nel quartiere di Kreuzberg.


Elephant Playing With a World Balloon” di Jadore Tong è da molti considerato il murales più bello, colorato, dettagliato e famoso di Berlino, con i suoi 750 m² di colori e linee.

L’opera si trova a pochi minuti a piedi dalla stazione della metropolitana “Hallisches Tor” e dà un’idea del motivo per cui Tong ha deciso di scegliere questa tela di cemento come base sulla quale realizzare l’opera.

Il dipinto infatti gioca con i suoi colori forti e con il contrasto rispetto all’ambiente circostante e diventa così un simbolo per Berlino. Una città che può essere cosmopolita e meravigliosa, ma d’altra parte anche sporca e depravata.

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2. Street Art a Friedrichshain

Situato nella parte orientale di Berlino, Friedrichshain è un quartiere dall’atmosfera punk e alternativa. 

Collegato al sobborgo di Kreuzberg dall’Oberbaumbrücke (il ponte con torri sul fiume Sprea) è sede di Club che hanno fatto la storia, come il Berghain…

Tra le tappe imperdibili della caccia ai graffiti di Friedrichshain c’è la East Side Gallery, una galleria en plein air che raccoglie più di 3 milioni di visitatori ogni anno.

Consiste in una serie di murales dipinti per circa 1,5 Km direttamente su ciò che oggi resta del Muro.
Rappresenta oggi la più lunga galleria d’arte all’aperto del mondo e ospita oltre cento murales originali.

Se Berlino avesse un profilo Facebook, uno dei suoi graffiti sarebbe la sua immagine di copertina!

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Soffermandosi ad ammirare uno ad uno i murales della East Side Gallery si percepisce il grande valore simbolico di quest’opera di arte urbana collettiva, nata per commemorare la fine della Guerra Fredda.

Tra il 1990 e il 1992 centinaia di artisti provenienti da ogni parte del mondo accorsero a Berlino per celebrare gli straordinari eventi di quegli anni, trasformando in arte quella piccola parte del muro che scampò alla distruzione, con graffiti inneggianti alla pace, alla libertà, al disarmo, alla fine di ogni segregazione e discriminazione.

Essere un museo a cielo aperto, tuttavia, ha i suoi lati negativi: nel corso degli anni, le intemperie e gli atti di vandalismo ne hanno provocato numerosi danni: per nostra fortuna, dal 2009, una buona quantità di graffiti ha subito interventi di restauro, anche grazie alle diverse iniziative di successo a tutela della galleria. 

La East Side Gallery è stata dichiarata monumento nazionale nel 1992. 

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Nei pressi della East Side Gallery, appena attraversato l’Oberbaumbrücke (il ponte con torrette e mura merlate) vi imbatterete nell’inquietante opera di Blu, celebre e acclamato artista di origini italiane, di cui non si conosce la vera identità.

Il suo “Pink Man” o “Leviatano” è impressionante, ritrae un uomo formato da tanti piccoli omini rosa e intento ad ingoiare l’unico omino di colore diverso, quello bianco. Il reale significato di questa opera non è mai stato chiarito…

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Il Raw Tempel è uno dei must-see di ogni visita alla Street Art berlinese.

Questo ex spazio industriale diventato centro culturale è completamente ricoperto di murales. Un ottimo compromesso tra arte e intrattenimento: ospita bar, club, ristoranti e food truck, un cinema all’aperto, un ex bunker trasformato in una parete da arrampicata, uno skate park coperto, un mercatino delle pulci della domenica, laboratori di artisti, sale da concerto, studi di registrazione e una mostra d’arte contemporanea all’Urban Spree.

Situata nel cuore degli ex edifici industriali, la Urban Spree è una galleria d’arte contemporanea interamente dedicata alle culture urbane, con mostre e workshop: è un luogo multidisciplinare dove scoprire le opere di artisti alternativi che hanno carta bianca per dipingere una parete di 15 m di lunghezza per 8 m di larghezza che si affaccia su Warschauer Strasse.


A pochi passi dal Raw Temple, riattraversando l’Oberbaumbrücke e la Sprea vi imbatterete in “Rounded Heads“, una delle opere più famose di NOMAD, gigante della scena della street art berlinese da decenni.
L’artista vanta opere d’arte appese nelle case di star di Hollywood come Salma Hayek, Demi Moore e Ashton Kutcher.

Apparentemente, Kutcher fu così preso dal lavoro del tedesco che portò l’artista a Las Vegas per dipingere un murale sul tetto del suo hotel Planet Hollywood.La storia da allora in poi è oscura ma – a seconda di chi chiedi – Nomad, ispirato dallo skateboard, dall’hardcore punk, dai graffiti, dall’hip-hop e dalle controculture rave degli anni ’80, era presumibilmente così disincantato dalla superficialità delle celebrità negli Stati Uniti cheda allora non ha più dipinto un murales.

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Vi basteranno una manciata di passi per ammirare l’ennesimo capolavoro di Os Gêmeos, “Yellow Man“, un enorme figuro dalla pelle gialla.

I gemelli si ispirano ai ritratti di famiglia e alla situazione politica e sociale di San Paolo, dove sono nati. Tutte i personaggi che ritraggono hanno strane proporzioni, quasi a voler comunicare alienazione o oppressione.

All’inizio della loro carriera di artisti, i gemelli brasiliani Otavio e Gustavo Pandolfo (“i gemelli”) hanno scoperto di avere sogni identici: strane creature dalla pelle gialla! Subito dopo è nata la loro collaborazione.

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3. Street Art a Mitte

Mitte è il centro storico di Berlino, si trova nel territorio della ex Berlino Est ed è oggi il centro vitale della città.

Qui si trovano l‘isola dei musei, i famosi negozi della grande Friedrichstrasse, la Torre della Televisione e la Porta di Brandeburgo. E Il distretto di Mitte è cambiato enormemente negli ultimi dieci anni: oggi è il quartiere più animato e creativo di Berlino, ricco di ristoranti, bar e locali notturni e gallerie, di cui è zeppo.

Nel cuore del Mitte, vicino al complesso Hackesche Höfe, si trova Rosenthaler Strasse, via molto turistica e piena di negozi, da cui si dirama Haus Schwarzenberg, stradina laterale formata da un insieme di tre cortili interni pieni di graffiti di vari artisti e di varie tendenze.

La Haus Schwarzenberg è un luogo insolito e inevitabile per gli amanti della Street Art, questo piccolo cortile dell’edificio ospita centinaia di opere di Street Art: non perdetevelo per nessun motivo al mondo!


Nel cortile di quella che era la Kunsthaus Tacheles (Art House Tacheles) su Oranienburger Street, sorge uno dei pezzi di Street Art più iconici di uno degli artisti più famosi e controversi al mondo, Banksy. “Flower Thrower“: l’uomo con il viso coperto da un fazzoletto, intento a caricare la folla con un mazzo di fiori al posto di una molotov!

Conosciuto per l’uso degli stencil, Banksy ha sviluppato un’intera sottocultura artistica dedicata alle sue opere, presentandosi in luoghi di tutto il mondo.

Nonostante i molti tentativi di smascherare l’artista, la sua identità è sconosciuta, il che rende le sue opere inestimabili e, come prevedibile, stracopiazzate. Questo particolare pezzo è stato ricreato innumerevoli volte, su poster, tazze e tele diventando, di fatto, una icona contemporanea.

Pare inoltre che nel corso del 2003 l’artista abbia lasciato più di una traccia in diversi angoli della città, con lavori inevitabilmente andati persi complici le opere di restauro degli edifici che hanno caratterizzato le politiche degli ultimi anni.

Oggi è possibile apprezzare le opere di Banksy all’interno del museo della Street Art “Urban Nation”: fateci una capatina!

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4. Menzioni Onorevoli

Nel 1989 il Muro di Berlino, simbolo della divisione del globo in due blocchi contrapposti, cadde per sempre.

Berlino, città simbolo della guerra fredda, divenne un tumulto di creatività e ribellione artistica, un laboratorio d’idee, una fucina di nuove tendenze destinate a propagarsi nel resto d’Europa.

L’opulenza dei quartieri centrali della Berlino ricca e occidentale lasciò il posto alla carica giovanile e provocatoria delle periferie dimenticate dalla storia: quartieri degradati vennero invasi da artisti e studenti.

Fu questo il destino di Reinickendorf, quartiere a nord della città dove è possibile scovare capolavori di Street Art.

Nei pressi del lago è possibile imbattersi nell’opera di Fintan Magee, street artist australiano noto per i suoi murales in tutto il mondo.

L’opera, priva di titolo e realizzata nel 2015 per l’Urban Nation Berlin ed è ispirata a un libro per bambini di Michael Foreman: il murales mostra una coppia separata dalla guerra. È duro, ma promuove un messaggio di speranza con alcuni che dicono che il bambino simboleggia la continuazione della vita.

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Nelle vicinanze si può scorgere tra i palazzi un altro capolavoro di Street Art: l’opera, priva di titolo è stata realizzata nel 2016 per l’Urban Nation Berlin dal duo Collin Vandersluijs e Super A.

Il livello di lavorazione e dettaglio di questo “featuring” è straordinario. Vandersluijs è un artista olandese, famoso per i suoi dipinti su carta, tela ed edifici. Super A, anche lui olandese, ha il suo lavoro in gallerie di tutto il mondo. il frutto della loro collaborazione è ciò che vedete qui sotto!

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Nei pressi del lago è possibile imbattersi anche nell’opera di Pixel Pancho, uno street artist di Torino, specializzato in grandi murales e considerato uno dei migliori artisti nel suo campo.

Pancho lavora con una combinazione di colori terrosi per trasmettere una sensazione più antica. Ispirato da ambienti diversi, come la spiaggia, la foresta e gli universi di fantascienza, l’artista dà vita propria ai suoi personaggi.

Non ci credete? Allora guardate qui..

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«If walls could talk», se i muri potessero parlare, è il nome del contest per un gigantesco murale realizzato da Marcus Haas a Bernauer Straße, strada di Berlino simbolo della tragedia del Muro e della separazione che per 28 anni ha funestato la città.

E se i muri potessero davvero parlare, probabilmente esprimerebbero lo stesso messaggio della splendida opera vincitrice di questo concorso: un enorme, sanguinolento pezzo di carne tagliato in due fette da una lama affilata, sulla cui superficie campeggia l’emblematica scritta «Berlin 1961-1989», gli anni in cui il Muro fu rispettivamente eretto e demolito.

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